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Ad accompagnare il nuovo allestimento di Palazzo Morone a Caggiano delle opere di Vettor Pisani saranno due appuntamenti unici e imperdibili. Anzitutto l’intervento, previsto per Sabato 15 marzo, della storica e critica d’arte Giovanna Dalla Chiesa, presente a Caggiano in veste anche di direttrice dell’Archivio Vettor Pisani, dal titolo “Vettor Pisani e il mistero di Edipo”. Il “Ritorno a casa” delle opere di Vettor Pisani nel nuovo allestimento si concluderà Domenica 16 marzo con l’apertura al pubblico del workshop “Edipo. Corpo di Sfinge.” condotto da Andrea Cramarossa, iniziato giovedì 14 marzo.

Il progetto di ricerca “Edipo. Corpo di Madre.”, che da già quattro anni vede impegnato il Teatro delle Bambole, approda ora al mito grazie alla versione di Vettor Pisani. Da “Edipo Borderline”, testo scritto da Pisani e pubblicato nel 2009, i performer - provenienti da varie regioni italiane - si muoveranno attraverso una pedagogia unica e originale ideata dallo stesso Cramarossa. Saranno quindi in scena alle ore 20.00 presso il Museo di Palazzo Morone i performer: Alessia Amoruso, Ambra Amoruso, Ilaria Angelini, Chiara Bianchi, Emilia Brescia, Alice Fattore, Federico Gobbi, Fabio Guaricci, Marika Ruta, Maurizio Sarni.

La suggestiva idea di Giuseppe Morra sarà una preziosa opportunità di attraversare, nello splendore naturalistico e architettonico del borgo cilentano, un periodo storico e un modo di vedere l’arte totalmente unici, in grado di suggerire, ancora oggi, nuove frontiere da superare per chiunque voglia cimentarsi con l’arte performativa e per chiunque voglia contemplare una interpretazione del mondo unica e speciale.

Palazzo Morone – Caggiano (SA)

15-16 Marzo 2025

 

RITORNO A CASA

Da un’idea di Giuseppe Morra.

Le Opere di Vettor Pisani in un nuovo allestimento a Caggiano.

 

Sabato 15 marzo – ore 18.00

VETTOR PISANI

E IL MISTERO DI EDIPO.

Intervento di Giovanna Dalla Chiesa, direttrice dell’Archivio Vettor Pisani.

 

Domenica 16 marzo – ore 20.00

SCUOLA EDIPICA DELLE ARTI PERFORMATIVE:

EDIPO. CORPO DI SFINGE.

Apertura al pubblico del Workshop sulle arti performative condotto da Andrea Cramarossa.

Testo di riferimento: “Edipo Borderline” di Vettor Pisani.

 

Il progetto, organizzato da Fondazione Morra – Museo Hermann Nitsch e Teatro delle Bambole, è realizzato all’interno della convenzione stipulata con la Comunità Montana “Tanagro – Alto e Medio Sele”.

 

Per maggiori informazioni:

Casa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea:

info@fondazionemorra.org

+39 081 5640077

+39 333 9233791

Museo Hermann Nitsch

info@museonitsch.org

+39 081 5641655

Teatro delle Bambole 

info@teatrodellebambole.it

+39 347 3003359



BESTIA DA STILE

Canto della Parola: Pier Paolo Pasolini.

Canto del Popolo: Emilia Brescia, Giovanni Di Lonardo, Rossella Giugliano, Federico Gobbi, Iula Marzulli, Domenico Piscopo, Ilaria Ricci, Maurizio Sarni.

Canto delle Vesti: Silvia Cramarossa.

Mascheratopia: Federico Gobbi.

Disegno Luci: Roberto De Bellis.

Canto della Messa in Scena: Andrea Cramarossa.

Casa Madre: Teatro delle Bambole.

Progetto di ricerca: Nella Terra di Mezzo – IV approdo. Le parole di Pasolini.

In collaborazione con OTSE - Officine Theatrikés Salento Ellàda.

BESTIA DA STILE

Canto della Parola: Pier Paolo Pasolini.

Canto della Messa in Scena:

Andrea Cramarossa.

Casa Madre: Teatro delle Bambole.

Progetto di ricerca:

Nella Terra di Mezzo – IV approdo.

Le parole di Pasolini.

 

GIOIA DEL COLLE (BA) - Teatro Rossini

Venerdì 28 marzo 2025 - ore 10.00

replica matinée per le scuole
Venerdì 28 marzo 2025 - ore 21.00

replica serale nell'ambito della stagione organizzata in collaborazione con Puglia Culture.

https://www.vivaticket.com/it/ticket/bestia-da-stile/254699

 

BITONTO (BA)

Giovedì 3 aprile 2025 - ore 10.00

Venerdì 4 aprile 2025 - ore 10.00

replica matinée per le scuole

Venerdì 4 aprile 2025 - ore 21.00

replica serale nell'ambito della stagione organizzata in collaborazione con Puglia Culture.

https://www.vivaticket.com/it/ticket/bestia-di-stile/253299

 

Si ringrazia Lea Durante e Massimo Marino per la partecipazione allo sviluppo del progetto "SENZA SGUARDO" (accompagnamento alla visione e all'ascolto di BESTIA DA STILE).

 

 

Per informazioni:

info@teatrodellebambole.it

+39 347 3003359



Il cortometraggio
IL VOLO DELLA FARFALLA
di Andrea Cramarossa

è finalista al Premio Sottodiciotto Film Festival di Torino.

IL progetto, svolto con gli studenti della scuola primaria di secondo grado "Casavola - D'Assisi" di Modugno (BA), è stato sviluppato attraverso il progetto PON "Ciak, scuola in corto!" e si è concluso nel 2019.
 



Maggio 2020: Nasce ARtemvta

“Abbiamo sentito negli anni l’esigenza di incontrarci, di parlarci. Probabilmente non ce ne siamo mai accorti. Probabilmente è saltato questo appuntamento. O è stato comunque un appuntamento fugace, poco profondo.

Per il “dopo” vorrei provare a portarmi proprio questo: la possibilità di riscoprire una volontà di incontro che vada al di là dei soldi, al di là di una finalità che non sia quella della reciprocità.

Potersi ritrovare per ricostituire una comunità che è stata quella teatrale, quella degli artisti, dello spettacolo dal vivo così detto o, più in generale, di tutti coloro che stanno dentro questo grande processo che rende l’uomo anche così speciale.

Ritrovarsi per il piacere della reciprocità, senza un fine, senza un obiettivo determinato e determinante perché questo può diventare facilmente una nuova forma di separazione, che è ciò che abbiamo vissuto poi in questi ultimi tempi a cominciare proprio da una determinazione, io credo, e che, sospendendo il giudizio, un po’, questo voler sospendere il giudizio ma che un po’ in alcune parole ho trovato in certi momenti pesanti e che un po’ serpeggiato questo sentimento o volontà o risentimento nel voler comunque creare divisioni in qualche modo. Trovo che questo non sia giusto, soprattutto in questo momento.

Quindi mi prendo sicuramente gran parte di quel sogno che ha voluto regalarci con il suo racconto Serrani. Lo tengo perché io lì ho trovato qualcosa con ciò che considero sacro e che nessun FUS potrà mai monetizzarmi, tanto meno strapparmi via in nessun modo e che mi porterò sempre con me ed è ciò che mi permette ancora di essere anche qui perché ritengo che sia qualcosa di assolutamente condivisibile, condiviso, che sia vissuto, che sia presente e che sia ancora riproducibile nella parola e nel gesto. Queste parole, questi gesti che sono così importanti e che hanno dei significati che sono davvero DAVVERO - veramente importanti - sono un dono continuo che noi possiamo fare, che noi possiamo decidere di fare e riscoprirlo in questo momento, secondo me, è importante. È importante riappropriarsi del meccanismo del dono, è importante riappropriarsi del meccanismo della reciprocità. Ed è quello che stiamo facendo in questo momento. Quindi stiamo riscoprendo quel fuoco centrale. Stiamo riscoprendo man mano, man mano che il tempo passa e man mano che ci incontriamo e ci parliamo tra sconosciuti, forse, o tra conosciuti… ma impariamo a conoscerci ancor meglio attraverso questa forma ectoplasmatica ed ectoplasmante di noi stessi. E qui però possiamo iniziare a ritrovarci. A ritrovarci come un seme per poter granire dopo, poi, in un terreno più fertile, di una fertilità che ci possa permettere di guardarci veramente negli occhi e quindi io in questo “dopo” spero, spero veramente che si possa uscire da un meccanismo che ci ha costretti in una mercificazione, in una quantificazione di tutto. Finalmente è crollato tutto. Benissimo. Allora abbiamo una nuova prospettiva rispetto al tempo, e quindi ce l’abbiamo rispetto allo spazio. Ce l’abbiamo rispetto a quello spazio, a quel teatro che era stato trasformato in una cavità, non era più uno spazio. Non era più il Teatro il luogo del non-luogo. Non era più eterotopico. Non era più una nave che ci garantiva di viaggiare da un continente all’altro.

E il meccanismo del sogno che è stato raccontato, che ha voluto raccontarci Serrani prima, è quello. È lì che dobbiamo, secondo me, risalire. In quel meccanismo. Farci traghettare noi stessi che quel sogno lo abbiamo fabbricato - lo abbiamo sognato - l’abbiamo costruito. Noi stessi possiamo riprendercelo quel sogno perché un po’ è stato frantumato. E ora noi, secondo me, lo stiamo vedendo questo sogno frantumato. Il nostro sogno è andato in pezzi, vediamo i frammenti.

Volevo riprendere, per concludere, alcune parole che sono state dette.

Resistenza. Si è parlato di resistenza. Ma noi l’abbiamo sempre fatta. La facevamo anche prima questa resistenza.

Siamo isolati. Ma eravamo isolati anche prima. Eravamo isolati anche prima.

Allora che cos’è questa resistenza? Che cos’è questo isolamento che abbiamo vissuto e che viviamo adesso?

Adesso invece io sento che siamo molto meno isolati e siamo molto meno in fase di resistenza rispetto a prima perché avevamo qualcosa o qualcuno che ci divideva, ci costringeva ad essere divisi.”

 

Andrea Cranmarossa

Lunedì 27 aprile 2020

Intervento nell’Assemblea aperta dei teatri e della danza

Il futuro non viene da sé” organizzato da Altre Velocità.

ARTEMVTA.
Estetica e Ricerca sono le strade che abbiamo scelto per iniziare il nostro cammino. Questo sentiero che vediamo, oggi, inscurito dalle lunghe ombre dell'incertezza, lo calpestiamo con determinazione e con un senso di allerta, vigili e inespressivi, volgiamo lo sguardo verso qualsiasi respiro o fremito vitale per carpirne la presenza. 
Siamo consci che l'attualità ci sovrasta; siamo consci che l'esasperazione degli stati d'animo e le continue pressioni determinate anche dall'impossibilità del vivere premono in noi tutti come insaziabili urgenze; siamo consci che la nostra azione debba passare prima da una consapevolezza del permanente e di un sentire più profondo al fine di poter osservare lucidamente cosa fanno con noi le nostre stesse istanze, come e in che cosa ci stanno trasformando; siamo consci che non sia più possibile guardare al presente come a una replica di un passato recente che non ha funzionato, che ha reso le nostre vite automatiche e meccaniche.
L'Estetica darà forma all'Etica, le Ipotesi, alla nostra Ricerca, coagulando il Tempo nella auspicabile ipostasi di un sentire sincero.

Sarà la Natura l'oggetto del nostro agire interiore; sarà la Natura l'atto che vedremo compiersi nella qualità di una rivoluzione che si riappropria della sua oggettività. Ascolteremo la Natura quale unico Maestro della nostra Vita e della nostra Arte. 

ARTEMVTA, vuole racchiudere in questo contesto oggi possibile, proprio l'idea di una nuova possibilità e emancipare il "ricercare" dalla sua intrinseca natura tautologica per farne strumento concreto, anche lavorativo e anche di dignità dell'artista lavoratore, per saziare il motore dei propri bisogni e desideri in una catena di indizi d'austera felicità, per una responsabilità nuova, più sobria, in grado di collocare l'essere umano, e non la sua immagine, in dialogo con tutte le forme viventi e inerti del Pianeta, osservandone le figure ben oltre la rappresentazione di sé.

ARTEMVTA, chiederà ad altre compagine di ricerca, gruppi formali e informali, di teatro e delle varie forme meticce e transculturali, e ai singoli artisti puri e meticci, di intraprendere questo cammino assieme, per ora in qualità evanescenti, costretti dal nostro etereo peregrinare, per fare della nostra presenza, dentro e fuori dalla nostra Arte, l'Heimat irriducibile della nostra immanenza, del nostro corpo, poiché se riconosciamo il "nostro" in qualità di casa-corpo, cioè di bene comune, sarà sensibile l'apertura del nostro sguardo verso la visione di un "noi" plausibile e sincero.